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letteratura
DA SCRITTORE A DEPUTATO
19 gennaio 2013

Apprendo dalla stampa che  lo scrittore Edoardo Nesi, autore tra l’altro di “La storia della mia gente”, premio Strega nel 2011, ha annunciato di aver lasciato l’incarico di coordinatore del gruppo editoriale Fandango, per la candidatura nel prossimo Parlamento nella lista Montezemolo; come si dice in questi casi, Nesi tenta il grande salto, dopo aver scalato la sua professione.

Un talento letterario di successo in prestito alla politica, forse per tutelare stilisticamente il bene dei cittadini, forse.

 


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letteratura
IL MERCATO DELLA NARRATIVA ALLE DONNE
3 marzo 2012

Dall’annuale rapporto sullo stato dell’editoria redatto dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori  viene fuori che i lettori sono aumentati e tra questi le lettrici sono più numerose (53%) rispetto agli uomini (40%).

 I dati non sono passati inosservati all’occhio indagatore del marketing editoriale, che ha pensato bene di prepararsi a rispondere alle pressanti richieste femminili a partire dai lavori delle debuttanti italiane, la cui produzione narrativa per il 2012 è firmata proprio da donne.

  Inoltre, dall’esame del documento emerge anche la motivazione delle donne di conquistare tutto il mercato della carta stampata dalla narrativa, al saggio, passando dai libri di ricette culinarie. 

  Insomma, un chiaro messaggio per gli scrittori nostrani, non per tutti naturalmente.

     

 


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letteratura
IO SCRIVO
2 aprile 2011

 Con il Corriere della Sera avremo per ventiquattro settimane il corso, IO SCRIVO, di scrittura creativa in Dvd in cui vi sono preziosi consigli, per gli aspiranti scrittori, degli autori attualmente oggetto di particolare interesse da parte del pubblico dei lettori di romanzi, sono: Saviano, Falletti, Avallone, tanto per citare qualche nome.

 Per chi ha voglia di continuare a leggere il presente annuncio, dirò che il primo esercizio suggerito dai novelli maestri riguarda la cucina e i suoi particolari odori: coglierne uno che colpisce particolarmente il proprio odorato e descriverlo.

 L’esercizio numero due consiste nell’inventare un dialogo tra l’aspirante scrittore e un personaggio conosciuto attraverso l’uso quotidiano della televisione,  cinema, stampa.

Il terzo suggerisce di acuire l’attenzione e abituare l’orecchio a recepire il ritmo e/o i rumori della natura: pioggia, vento, grandine ecc.

  A dire tutta la verità, più che incoraggiare gli aspiranti scrittori -  che sono già un’ incontrollata marea oceanica – questi consigli o suggerimenti fanno piuttosto passare la voglia di scrivere, o almeno credo.

 


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letteratura
AVREMO UNA GENERAZIONE LETTERARIA DI ETERNI DEBUTTANTI?
8 marzo 2010
 Mauro, presidente e amministratore delegato del gruppo Mauri-Spaniol, in una intervista dice senza nascondere la sua soddisfazione che: “la raccolta dei racconti pubblicati nella prima edizione non ha venduto tanto. E siccome siamo bravini a lanciare esordienti è un’ottima opportunità. L’anno scorso abbiamo lanciato tra gli esordienti Donato Carrisi che con Il suggeritore (Longanesi) ha raggiunto le 200 mila copie. Certo è difficile scrivere un buon romanzo ma non si può mai dire. Se va bene è una soddisfazione”.
Belle parole, queste di Mauri. Resta, però, d’aggiungere che farsi accettare da un coraggioso editore e poi farsi pubblicare l’opera è già un ambito successo personale: di debuttanti di successo, infatti, l’Italia delle lettere ne sforna molto pochi l’anno e gli eletti spesso sono sponsorizzati.
Sarà per questo motivo che la ricerca a tutti i costi dell’esordiente, del così detto caso letterario, magari un tantino costruito (per usare un eufemismo) a tavolino, domina il panorama editoriale italiano e molti autori esordienti considerati (sic!) <grandi> sono rimasti ancorati alla loro prima opera per paura di un clamoroso flop della seconda (Piperno, Giordano ecc.).
Di questo passo, avremo una generazione letteraria di eterni debuttanti?

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letteratura
PER UNA NUOVA LETTERATURA
19 gennaio 2010
 L’opinione che l’attuale letteratura sia un’attività creativa inutile è abbastanza diffusa tra gli scrittori italiani più conosciuti al pubblico dei lettori. Secondo alcuni di questi autori affermati, l’arte non ha nessuna funzione sociale o al massimo in certi momenti di particolare abbattimento dell’anima (mal di vivere, per intenderci) può essere una opportuna via di fuga esistenziale dalla realtà.
Che tristezza, però. Ma è proprio tutto colpa della parola se gli scrittori non credono più nella magia della letteratura o piuttosto c’è dell’altro che turba in profondità il mondo delle lettere?
Ferruccio Parazzoli, nel suo intervento sulla rivista <Vita e Pensiero>, Bimestrale dell’Università Cattolica, si chiede, con onestà professionale, se la letteratura italiana contemporanea è davvero <senza identità>.
Riflettendo sui recenti avvenimenti culturali ed editoriali, bisogna dire che effettivamente Parazzoli da una parte ha ragione, dall’altra lascia qualche fondato dubbio, perché mi risulta, personalmente, che vi sono molti scrittori italiani cui non fa difetto il talento e l’ambizione.
La produzione narrativa in giro è esorbitante, non si è vista mai tanta libertà, una specie di fare da sé spesso programmata e finalizzata al successo personale. Tuttavia ci sono molti scrittori giovani che non hanno rinunciato al proprio dovere propositivo di diventare solo portatori di valori sociali e di gerghi preziosi.
Naturalmente gli editori preferiscono pubblicare merce di dubbio valore estetico minimalista, intimista, narrativa per giovani adulti, thriller annacquati d’intrighi. Se da un punto di vista letterario questo fenomeno è da censurare, da quello commerciale è normale, per non dire comprensibile. Un editore -lo sa bene chi è addetto ai lavori- attualmente punta a vendere e le scelte delle proprietà guardano non alla qualità letteraria del testo – possono essere anche insignificanti polpettoni frutti del pensiero debole – soprattutto al possibile e congruo fatturato del testo.
Negli ambienti ben informati gira la voce che questa specie di anarchia delle lettere rispecchi il Bel Paese. Certo, il Paese non conta niente, non fiata, completamente emarginato dalla cultura egemone di questo momento storico: il relativismo accettato ad occhi chiusi da gran parte delle persone.
Un cambio di passo sarebbe auspicabile per poter liberare la letteratura dai modelli guida di questa società. Manca, però, una critica libera da vincoli ideologici, da sudditanza alla propria carriera. Manca soprattutto un importante editore che abbia il coraggio d’investire su un nuovo romanzo, senza preoccuparsi di rischiare l’affossamento e il riconoscimento del testo da parte della critica e del pubblico dei lettori, dopo qualche mese dalla sua pubblicazione.
Vincerà sempre la logica del mercato o l’eccesso della mediocrità o ruffianeria?Sono del parere che qualche giovane romanziere, armato di vera passione per la scrittura creativa,non influenzato dal mercato delle idee, possa lavorare libero da condizionamenti e traghettare la letteratura italiana verso nuovi orizzonti, nuove utopie, nuove avventure misteriose.


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letteratura
MASSIMO BONTEMPELLI UNO SCRITTORE ATIPICO
31 ottobre 2009
 Per i suoi trascorsi fascisti che seguitarono a pesare su di lui anche se nel dopoguerra si allineò al nuovo corso della vita politica italiana, Massimo Bontempelli (Como 12 maggio 1878 – Roma 21 luglio 1960) resta a tutt’oggi uno scrittore atipico, ignorato o rimosso dalla critica benché il suo nome sia legato a un movimento molto ricco della letteratura degli anni venti-trenta, il <realismo magico> che, secondo la teoria bontempelliana, invitava l’artista a scoprire l’inconscio.
Anche l’editoria non è stata molto prodiga. <L’amante fedele>, Premio Strega 1953, che raccolse i suoi migliori racconti, risale al 1953 (Mondadori).
Ora finalmente LiberiLibri pubblica il suo teatro e l’editore Isbn ripropone nella collana Novecento <La vita intensa> (1920), un testo sperimentale che, scritto <per rinnovare il romanzo europeo> contiene il pensiero innovativo della <rivoluzione> post-futurista del Bontempelli.

letteratura
IL GIARDINO DELLE ACACIE
3 ottobre 2009
 Il discorso parve riconciliarlo. Me lo comunicarono i suoi occhietti miopi che mandavano una luce di soddisfazione. Un minuto dopo parlò ancora, guardando a occhio nudo come gli antichi navigatori, gli ultimi alberi che a semicerchio limitavano il lato sinistro del viale, che dal cancello d’ingresso portava all’entrata della casa.
“Anche quest’anno le acacie sono fiorite in ritardo?” chiese.
La domanda non mi colse di sorpresa, anche perché da qualche tempo mi era noto il suo amore per le piante fiorifere. Osservai la disposizione in disegni precisi dei fiori delle acacie, la cui trama si estendeva uniforme e regolare, tale da sembrare un unico corpo cullato dal vento.
“Sì” risposi debolmente.
Mi avviai verso la casa seguito dall’uomo e dal mio volpino, sfruttando l’ultimo chiarore del cielo, prima che il crepuscolo sommergesse il tenue colore dei fiori delle acacie, confondendolo con le sparse ombre degli abeti di Nordmann.

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letteratura
A NOVEMBRE IL ROMANZO INEDITO DI V. NABOKOV
15 maggio 2009
 Il romanzo incompiuto <The original of Laura> di Vladimir Nabokov (1899-1977), lo scrittore russo naturalizzato statunitense autore di <Lolita> un libro apprezzato a livello internazionale, sarà con certezza pubblicato dopo un’attenta revisione delle numerose schede piene di correzioni da parte dell’autore.
Contravvenendo al desiderio del padre, che voleva bruciare il manoscritto dopo la sua morte, il figlio dello scrittore Dimitri – anche con il consenso della madre Eva – dopo aver riflettuto a lungo sull’opportunità o meno di pubblicarlo, ha deciso di sì.
Il libro uscirà a novembre prossimo in Inghilterra edito da Pinguin. L’annuncio è stato dato dalla Bbc.
Un evento importante, questa nuova iniziativa editoriale, che certamente renderà felici i fedeli lettori (tra cui lo scrivente) di Nabokov sparsi nel variegato mondo delle lettere.

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letteratura
DECEDUTO LO SCRITTORE-POETA GIUSEPPE BONAVIRI
23 marzo 2009
 Giuseppe Bonaviri è scomparso sabato a Frosinone dopo una lunga malattia, dove si era stabilito da tantissimi anni a svolgere l’attività di medico cardiologo, di romanziere e di poeta. Era nato a Mineo (Catania) nel 1924.
Autentico scrittore – è arrivato più volte alla cinquina finale del premio Nobel - esponente di una colta e rigorosa concezione della letteratura, rivelò doti straordinarie di narratore e di poeta avulso da ogni corrente letteraria in auge nel periodo della sua attività artistica.
Il suo primo romanzo, “Il sarto della stradalunga”, fu pubblicato nel 1964 da Vittorini nella collana Rizzoli de “I gettoni”. La creatività di Bonaviri fu costante e genuina, caratterizzata da raccolte poetiche di rara e originale cifra.
Scrisse molti romanzi nei quali, con pennellate di saggio e dosato realismo, rappresenta il mondo della sua piccola patria, sempre attento a rilevare la dimensione magica e arcaica della natura. “Il fiume di pietra” vide la luce nel 1964; seguirono “Notti sull’altura” nel 1971, “L’enorme tempo” nel 1976, “Novelle saracene” nel 1980, “L’incominciato” nel 1983, “È un rosseggiar di peschi e d’albicocchi” nel 1986, “Chigò” nel 1900, “Il vicolo blu” nel 2003. Pubblicò anche poesia: “Il dire celeste” nel 1976, “O corpo sospiroso” nel 1982, “L’aspura” nel 1986, “I cavalli lunari” nel 2004. Nel 2006 pubblicò Autobiografia in do minore.

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