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Educare alla lettura

Nel corso del 2007 la ricerca compiuta da alcuni studiosi di letteratura sullo stato del libro, ha stimato per difetto che in Italia si pubblicano all’incirca 50.000 libri l’anno, di cui 30.000 sono volumi di poesia e di narrativa. A questa selva sterminata di libri prodotti da scrittori e da poeti noti e soprattutto sconosciuti, corrisponde un pubblico di lettori disorientato e quasi assente. La stessa indagine, infatti, rileva che 1/1000 compra o legge un libro di poesia e 9-10/1000 comprano narrativa. Uno scenario sconfortante, dunque, che si osserva anche qui a San Vito, cui noi tutti: genitori, insegnanti, autori, siamo chiamati a promuovere il culto e la conservazione del libro.
Perché tanto disamore per il libro da parte delle persone?
Gli stessi ricercatori attribuirono il mancato interesse almeno a tre cause: la prima, la qualità dei volumi, la seconda la scarsa capillarità della distribuzione del prodotto cartaceo letterario e la terza, la mancanza di educazione alla lettura. Argomenti questi interessanti ma complessi e molto articolati, che cercherò di semplificare quanto più possibile.
Nel primo caso, i critici sostengono che un libro, un libro di qualità di contenuto ma anche di stampa, soprattutto per gli adolescenti e i bambini, deve vivificare l’immaginazione e la commozione. Inoltre, deve arricchire il linguaggio, la curiosità, la gioia della scoperta e la comprensione degli avvenimenti del mondo.
Certamente un libro appena decente, nel senso d’essere poco interessante e/o comprensibile, si fa leggere con un sospiro di sopportazione. Un libro, invece mediocre, sterile, che cioè non dà profonde, durature e umane soddisfazioni, fa venire voglia di farla finita una volta per tutte di leggere. In breve, ogni libro di qualità che suscita interesse ha i suoi bravi lettori.
Accennando brevemente ai contenuti dei libri, dirò che le preferenze degli adulti, degli adolescenti e dei bambini nei confronti dei vari generi letterari sono determinate dal grado culturale raggiunto dai singoli soggetti. Per cui ai bambini e agli adolescenti è consigliabile offrire la possibilità di consultare un maggior numero di testi letterari, tra cui per esempio la poesia, che potranno scegliere, leggere ed eventualmente imparare a memoria dei brani.
Per quanto riguarda la distribuzione dei testi, vi sono differenti modi: le grandi editrici puntano sulla pubblicità in grande stile, la media e la piccola per via internet o affidata agli stessi autori. Le vie maestre, però, per dare visibilità ai libri sono: i premi letterari, le recensioni e le valutazioni critiche. Particolare attenzione alle recensioni che trasmettono mensilmente attraverso le pagine letterarie di quotidiani e di riviste cultarali il valore e la veridicità dei volumi, che purtroppo non sempre questi giudizi sono obiettivi e disinteressati, anzi spesso s’inventano qualità letterarie che il testo non ha. Ma questo è un problema molto delicato che investe sia i mezzi d’informazione sia l’onestà e la chiarezza del recensore.
Passando all’ultimo punto, dirò che i luoghi deputati all’educazione alla lettura sono: la famiglia e la scuola. Nella famiglia gli spazi riservati agli svaghi oggi sono completamente occupati dalla televisione e dai video giochi. Anche se da molti anni e arcinoto che il mondo del bambino non è il mondo degli adulti e quindi gli interessi sono diversi, non è difficile, sostengo anche per esperienza personale, comprendere che se un genitore occupa parte delle sue serate con letture e altri passatempi, anche i figli secondo i propri interessi prendono tra le mani carta stampata o giochi validi contro il torpore intellettuale. Insomma, signore e signori, a Natale o ai compleanni donate anche qualche libro, questo sarà sicuramente un regalo prezioso.
Un discorso a parte per la scuola, perché ogni disciplina ha un suo metodo di studio, mentre per la letteratura non esiste un preciso metodo di studio. Mi limito, quindi, ad accennare al problema della letteratura concepita come lettura per diletto. In questo genere solitamente rientrano le letture definite immaginative, comprendenti la poesia, i racconti, i drammi e taluni tipi di saggi.
Nella grande foresta dei libri, già ricordata, la scuola deve saper scegliere e offrire agli scolari letture di elevata chiarezza, d’interesse e di utilità per migliorare la qualità di lettura di svago, perché leggere ciò che piace dà gioia e piacere alla vita.

Enrico Castrovilli

Pubblicato il 24/1/2009 alle 11.47 nella rubrica letteratura.

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